Raccomandazioni alle sue figlie
RACCOMANDAZIONI ALLE SUE FIGLIE PER LA PIU' APPROFONDITA FORMAZIONE DI VITTIME ESPIATRICI.
Riportate del Biografo Gaeta
- Figlia mia, siamo Vittime, perciò dobbiamo vincere e farci violenza, cosi ci faremo sante... si sa, non tutti i cibi piacciono e noi in questo modo veniamo a riparare a Gesù per tutto quello che riceve dai mondani di offese nelle loro tavole da pranzo.
- Beate voi! Oh! che tempo felice è il vostro! Quale felicità non è lo stare sempre sotto la guida dell'obbedienza e dipendere sempre!
Oh! fatevi sante, e pregate molto per me, che ne ho tanto bisogno.
- Figlie mie, abbiate a cuore la povertà.
Il voto di povertà è il più terribile, perché facilmente si viola, anche senza che ce ne accorgiamo; e le mancanze contro tal volo sono severamente punite da Dio.
Perché il Signore ha permesso, che si fossero distrutti tanti monasteri?
Per i grandi abusi contro la povertà.
- Se la Regola ci dice di non mancare. ci dice pure come riparare, cioè coll' umiliarci prima innanzi a Dio. e poi a quelli che ne fanno le veci.
- Sorella mia, non è questo uno stato che si possa abbracciare per affetto naturale, e perciò
per secondo fine.
Se veramente lo volessi fare non dovresti avere altro fine, che il piacere a Dio e il farti
santa.
Così consigliava ad una probanda
- L'esatta osservanza della Regola non consiste nel levarsi al primo tocco di campana la mattina, nell’esser pronta a tutti gli atti comuni: questo è un modo di vivere che costituisce la sola corteccia della Regola, ma il vero midollo è il negare la propria volontà; è la mortificazione interna, la quale ci unisce intimamente a Dio.
- Dobbiamo essere Vittime di fatto, fino a voler dare la vita per Gesù.
Dobbiamo, dunque, farci sante e sante per forza, perché Gesù ci vuole sante, perché solamente cosi possiamo espiare e riparare le offese che Gesù riceve dal mondo.
- Persuadetevi, o figlie, che la base della cristiana perfezione è l'umiltà. Invano vi affaticherete se non vi fondate su di essa, sarà lutto tempo perduto.
Radicatela bene nei vostri cuori e sarete felici. Cerchiamola sovente a Dio si bella virti, che chi possiede l'umiltà, possiede tutto.
Oh! come è difficile, diceva altre volte, il trovare un'anima veramente umile...
Da una conferenza
- Ho ritrovalo quello che ho con coni ardente desiderio cercato; ora lo posseggo e nol lascerò più mai ....
Questo è il luogo del mio riposo... qui abiterò.... qui riposerò d'ora innanzi.
Siamo Vittime e dobbiamo vivere in guisa, che la sera nell'andare a letto dovremo poter dire a somiglianza di Gesù sulla croce: Consummatum est!
Signore ho finito la mia giornata e mi sono sforzato di contraddire sempre la mia volantà per fare unicamente la vostra.
- Noi siamo le Vittime diceva tocca a noi riparare le offese che Gesù riceve en questi giorni.
Domandiamo al Signore lume e perdono per tanti miseri ciechi, che corrono a gran passi per la via della corruttela, del peccato.
Consoliamo Gesù col nostro fervore, colla esalta osservanza della Regola, colla mortificazione interna ed esterna e soprattutto colla preghiera costante.
- Gesù vuole anime fervorose: le segrete ispirazioni, le chiamate al cuore che sentite, dovete metterle in pratica, perchè Gesù al giorno del giudizio varrà conto di tutto.
Egli vuole che si traffichino i talenti...
- Saranno, le Suore, sempre distaccate da ogni terreno affetto, anche verso i loro parenti, convertendo l'amore carnale verso di loro in amore spirituale e non mai mescolandosi nei loro interessi temporali, senza però cessare di giovarli colle preghiere al Signore.
Amatevi, sorelle mie, l'una l'altra, ma in Dio e per Dio, senza attacchi particolari, che Gesù non vuole, e sono anche proibiti dalla Regola.
- Figlie mie, io cercherò di contentarvi in tutto quello che posso. Venite anche di notte ad espormi le vostre necessità, che io son sempre pronta ad ascoltarvi, ma difetti abituali e mancanze di Regola in comunità non voglio vederne.
- Figlie mie, dovete aiutarvi, compatirvi, scusarvi le uno con le altre, e non già risentirvi, rispondere nelle occasioni. In questo caso mostrate di non aver carità, senza la quale non potrete essere accettate da Dio.
Chi entra in questa casa deve avere la mira di farsi santo; chi non tende a questo scopo se ne vada. Io divento di fuoco, quando vedo mancanze contro la carità, ch'è la regina di tutte le virtù.
Quando fate qualche risentimento con una sorella, non ardite accostarvi in loro a lodare Dio, se prima non le avete chiesto perdono e non vi sarete scambievolmente riconciliate.
- Figlie mie, l'osservanza della Regola ci fa sante.
Gesù Cristo non vuole da noi cose straordinarie, non digiuni, non discipline, ma solo che osserviamo la Regola con perfezione.
La religiosa osservante gusta una pace che le dà il Signore in premio della sua fedeltà in servirlo.
- Chi vuol far parte del nostro istituto deve domandare ogni giorno a se stessa: “Che cosa sono venuta a fare in religione?" E la risposta è solo una: “A farmi santa per espiare e riparare”
- Il Noviziato è luogo di raccoglimento o di silenzio. E’ separato dal restante del monastero appunto, perché in esso si dove attendere unicamente ad acquistare lo spirito religioso il quale, se non si acquista qui, nol si potrà acquistare mai più. Per acquistarlo è necessario usare i mezzi e quali sono? Mi direte: de puntualità agli atti comuni, la mortificazione prolissa, la prolungata preghiera. Si, è vero... ma tutto questo costituisce le foglie, la bellezza esterna, una cosa apparente ma la sostanza, il midollo dello spirito, qual’è mai? Figlie mie, è il tronco della Santa Croce!.
Una Religiosa non potrebbe possedere sode virtù, vero spirito, se non forse pronta ad abbracciare le croci.
- Non fate nessuna mancanza per rispetto umano, figlie mie.
Che c’importa che si dispiacciano le creature? Dobbiamo contentare solo Gesù Cristo.
- Io prego sempre il Signore, diceva Ella, che non permetta mai che regni lo spirito di doppiezza in questa casa.
Piuttosto voglio veder distrutta l'opera, che mi è costata sangue; anziché veder regnare in essa tale spirito.
- Il pensiero della morte mi era sempre presente.
Le cose del mondo mi sembravano un fiume, né sapevo persuadermi come si potevano le anime lasciare ingannare dalle lusinghe del mondo.
- Essere umile e sottomessa a tutte per amore di Dio e non angustiarsi tanto, per ogni minimo avvertimento che avete, perché questo è superbia, è spirito di bigottismo e non secondo la Regola.
Chi è umile facilmente crede e si piega al parere di tutti, e poi non ama affatto di far prevalere il proprio giudizio.
- Se volete veramente farvi sante, diceva, siate sempre colla zappetta in mano, per recidere dal vostro cuore il maledetto amor proprio nemico capitale delle anime.
Badate che questo nemico muore otto giorni dopo di noi.
- Mi riusciva quasi impossibile studiare altre scienze, fuori dall'amor di Dio.
Tutto passa e finisce; beato solo chi vive unito a Gesù nelle pene, questi gli sarà compagno nella gloria.
- Alcune anime sono umili e obbedienti, quando le cose vanno a modo loro; ma se per proco le ammonite di qualche difetto, si abbattono, si angustiano.
Questo è amor proprio figlie mie, le anime che veramente si vogliono far sante, godono quando sono corrette e si umiliano.
- La superbia di abbatte con la virtù contraria, cioè l'umiltà.
Dobbiamo rinnegare la nostra volontà, facendo il contrario di quello che si vorrebbe fare.
- La vera religiosa osservante deve avere il sorriso sulle labbra e la spina nel cuore. e non far mai trasparire all'esterno la lotta, che ha nell'interno del suo spirito, por vincere le proprie passioni.
- Nella casa di Gesù siamo tutte uguali, tanto chi fu accolta per carità, quanto chi porto una dote doviziosa; tutte abbiamo l'obbligo di abbracciare la povertà.
Il cibo, la tonaca, ogni cosa che ci offre la comunità dobbiamo accettarla in elemosina.
Da povere quali siamo non dobbiamo desiderare nulla, anzi dobbiamo imitare l'esempio dei Santi, i quali d'inverno desideravano il freddo; d'estate il caldo.
- Mie buone figlie in Gesù Cristo tralasciando tutte le altre cose, ricordo solamente, che il nostro Divino Sposo non vuole scrupolosità sopra tante sciocchezze; ma vuole esattezza sull'osservanza con abnegare il proprio giudizio e la propria volontà.
- A che vale il digiuno del corpo, se non vi è quello della lingua? A che vale la mortificazione esterna, se non si è mortificati nell'interno?
Più che l'astinenza corporale il Signore vuole la spirituale, che consiste nel signoreggiare le proprie passioni, nell'abbattere l'amor proprio.